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Servizi sociali per l’infanzia e l’adolescenza

Si tratta di una mappatura dei servizi pubblici e privati: sociali, educativi, di cura, ricreativi e di supporto allo studio, per l’infanzia e l’adolescenza esistenti sul territorio lombardo, aggregati per province e strutturati a partire dal bisogno della persona nelle diverse fasi della propria vita familiare e professionale.

All’interno della mappatura, esclusivamente relativa alle Unità di offerta sociale per l’infanzia e l’adolescenza, sono state identificate le seguenti tipologie di servizi sociali: Nidi, Micro nidi, Nidi aziendali, Nidi famiglia, Centri prima infanzia, Centri ricreativi diurni, Centri di aggregazione giovanile, Centri diurni disabili, Centri socio educativi, Servizi formativi all’autonomia (le schede informative relative alle Unità di offerta sociale per l’infanzia e l’adolescenza autorizzate al funzionamento in Regione Lombardia sono consultabili nell’area Cerca Servizi):

Nidi
Si tratta di servizi sociali ed educativi che valorizzano, come momento di crescita del bambino, il suo naturale bisogno di rapporto con gli altri. Sono servizi diurni, pubblici o privati, di capacità ricettiva da 11 ad un massimo di 60 bambini dai tre mesi ai tre anni, con finalità educative e sociali, assicurati in forma continuativa attraverso personale qualificato, presso strutture, anche aziendali (nidi aziendali). Svolgono anche servizio di mensa e riposo.

Micro nidi
Si tratta di servizi diurno, pubblici o privati, promossi e gestiti da associazioni di famiglie, di capacità ricettiva massima di 10 bambini dai tre mesi ai tre anni, con finalità educative e sociali, assicurati in forma continuativa attraverso personale qualificato, presso strutture, anche aziendali (micro-nidi aziendali). Svolgono anche servizi di mensa e riposo.

Nidi aziendali
Si tratta di strutture realizzate nei luoghi di lavoro o nelle immediate vicinanze degli stessi, al fine di favorire la conciliazione delle esigenze familiari e professionali dei lavoratori con figli. Tali strutture destinano ai figli dei dipendenti delle aziende coinvolte nella loro realizzazione, una quota di posti superiore al 50%. La capacità ricettiva prevista per tali strutture varia dagli 11 ai 60 posti.

Micro-nidi aziendali
Si tratta di strutture realizzate nei luoghi di lavoro o nelle immediate vicinanze degli stessi, al fine di favorire la conciliazione delle esigenze familiari e professionali dei lavoratori con figli. Tali strutture destinano ai figli dei dipendenti delle aziende coinvolte nella loro realizzazione, una quota di posti superiore al 50%. La capacità ricettiva prevista per tali strutture è di un massimo di 10 posti.

Nidi famiglia
Si tratta di nidi domiciliari, con finalità educative e sociali per un massimo di 5 bambini da 0 a 3 anni. L’attività è svolta senza fini di lucro, promossa da famiglie utenti associate/ associazioni familiari, scegliendo il modello educativo e gestionale ritenuto più idoneo nel rispetto dell’identità individuale, culturale, religiosa.
I nidi famiglia rappresentano un’alternativa al servizio tradizionalmente offerto dall’asilo nido. Si tratta servizi che prevedono l’utilizzo di personale educativo qualificato, che mette a disposizione il proprio domicilio per ospitare un massimo di cinque bambini nell’arco della giornata, a seconda delle necessità delle famiglie interessate.
Per i nidi famiglia non è richiesta l’autorizzazione al funzionamento in quanto sostituita dalla dichiarazione di inizio attività (DIA) da inoltrare al Comune di ubicazione del servizio.

Centri di prima infanzia
Si tratta di strutture similari agli asili nido che offrono un servizio temporaneo di assistenza educativa e di socializzazione. Accolgono in maniera non continuativa bambini da 0 a tre anni in numero non superiore a 30, eventualmente con la presenza dei genitori e/o adulti di riferimento, e per un massimo di 4 ore consecutive con esclusione della preparazione dei pasti principali. Tali servizi prevedono la figura dell’educatore. Ne costituiscono degli esempi: gli “spazi bambini” che accolgono in affidamento, per alcune ore e giorni della settimana, bambini da 1 a 3 anni, per consentire loro di sperimentare, in modo dolce e graduale, le prime separazioni dalla famiglia; i “centri per bambini e genitori” che offrono ai bambini uno spazio in cui socializzare con i coetanei, sperimentare le prime esperienze di autonomia, attraverso un graduale allontanamento dagli adulti che li accompagnano, fornendo contemporaneamente alle famiglie luoghi di incontro, socializzazione e gioco con i figli.

Centri ricreativi diurni
Si tratta di centri ricreativi per minori che durante il periodo estivo, per almeno un mese svolgono attività ricreativa e di tempo libero.
Normalmente si appoggiano a strutture già esistenti, adibite nel corso dell’anno ad altri servizi (es. scuole). Sono finalizzati allo svolgimento di attività ricreativa e di tempo libero per i minori che in vacanza rimangono nel luogo di residenza. I servizi si rivolgono a minori dai 5 ai 14 anni. Possono essere accolti anche bambini di età inferiore ai 5 anni e minori dai 14 ai 16 anni purché il programma di attività, il personale e le attrezzature lo consentano. L’ammissione alla frequenza dei centri viene consentita a seguito di richiesta della famiglia, dal servizio sociale locale. I centri funzionano durante i giorni feriali per almeno 7 ore, possibilmente garantendo il pasto. Figura fulcro dell’attività dei centri è l’animatore.

Centri di aggregazione giovanile
Si tratta di unità di offerta rivolte alla generalità dei giovani allo scopo di offrire, con iniziative formative e socializzanti, un’ampia gamma di opportunità di impegno e di utilizzo del tempo libero, attuando, così, una forma di prevenzione nei confronti della devianza giovanile. Le attività svolte sono polifunzionali e organizzate secondo il modulo del laboratorio; sono garantite attività di pratica sportiva e attività organizzative di documentazione ed informazione. La figura fulcro dei centri di aggregazione giovanile è l’educatore.
I centri funzionano tutti i pomeriggi dei giorni feriali durante l’intero corso dell’anno e, a seconda dell’organizzazione, anche la sera per tutta la settimana.

Centri diurni disabili (CDD)
Si tratta di unità di offerta semiresidenziali per disabili gravi rivolte all’accoglienza di persone disabili di età superiore ai 18 anni. Il servizio accoglie eccezionalmente anche minori di età purché in presenza di tre condizioni: specifica richiesta da parte del genitore/tutore/curatore/amministratore di sostegno, valutazione della necessità di interventi di lunga assistenza da parte dell’ASL di residenza o dell’U.O. di neuropsichiatria infantile di riferimento o dello specialista neuropsichiatra infantile dell’Istituto di Riabilitazione extraospedaliera dell’accreditato; disponibilità dell’Ente gestore della struttura ad adeguare i propri interventi al minore.

Centri socio educativi (CSE)
Si tratta di servizi diurni, pubblici o privati, per disabili con fragilità non comprese tra quelle riconducibili al sistema socio-sanitario. Gli interventi socio-educativi e socio-animativi previsti sono finalizzati alla autonomia personale, alla socializzazione, al mantenimento del livello culturale o propedeutici all’inserimento nel mercato del lavoro.

Servizi di formazione all’autonomia
Si tratta di servizi sperimentali di cui è in programma la ridefinizione.
Sono rivolti a persone disabili che, pur non essendo collocabili in ambiti lavorativi, possiedono discrete capacità relazionali, adattive e di comunicazione. Hanno lo scopo di sviluppare l’autonomia personale attraverso esperienze pratiche di vita quotidiana per acquisire abilità utili ad una migliore integrazione sociale.
I progetti formulati cercano, nello specifico, di perseguire tale finalità attraverso la realizzazione di attività diverse, non solo di tipo occupazionale, che trovano concreta applicazione sia presso la struttura specifica di riferimento, sia in ambiti presenti sul territorio. Questi devono prevedere una graduale diminuzione della dipendenza della persona disabile sia dal servizio che dalla famiglia, favorendo un progressivo utilizzo in autonomia delle risorse presenti sul territorio, nonché l’assunzione di un “proprio” ruolo nell’ambito familiare.

Riguardo alle scuole dell’infanzia, alle scuole del primo ciclo di istruzione (scuola primaria e scuola secondaria di primo grado), alle scuole del secondo ciclo di istruzione, si rinvia a agli elenchi pubblicati sul sito dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia:




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